Il centro

L'una per l'altra è un centro ostetrico che vuole abbracciare a tutto tondo le famiglie: dalla gravidanza-nascita, all'infanzia, all'adolescenza fino e oltre all'età adulta. Qui potrai trovare: ostetrica, logopedista, psicomotricista, psicologa, psicoterapeuta, osteopata, biologa nutrizionista, operatrice reiki, insegnante di meditazione, counselor, istruttrice per portare in fascia e con i marsupi.

Il centro nasce dal desiderio di creare un luogo dove le donne, le mamme e le famiglie possano sentirsi accolte e accompagnate nel loro percorso. Un percorso in cui noi professionisti offriamo a voi la nostra cura ma voi ci restituite sempre un nuovo mondo: ci permettete di condividere un pezzetto di vita insieme arricchendo il nostro cuore e la nostra professionalità.

Il nome “L’una per l’altra” racchiude dunque la nostra filosofia, il nostro “esserci” per le persone e vuole anche richiamare simbolicamente la luna che è rappresentazione per eccellenza del femminile, della donna nella sua ciclicità.

Progetto senza titolo (2).png

Michela Berretti

ostetrica michela berretti

Mi chiamo Michela, sono un’ostetrica libera professionista, cofondatrice e responsabile del centro L'UNA PER L'ALTRA. Mi sono laureata in Ostetricia all’Università di Modena e Reggio Emilia nel 2013. Già all’età di 17 anni ho deciso di intraprendere il percorso che mi avrebbe portato ad occuparmi dell’evento nascita. La passione per il mio lavoro è cresciuta nel tempo, ma ancor di più dopo la laurea, quando grazie a numerose esperienze lavorative mi sono avvicinata al mondo della libera professione conoscendo un nuovo modo di fare l’ostetrica, un modo più completo e globale che mi permette di stare accanto alle donne in continuità assistenziale a 360 gradi. Il mio primo approccio con il mondo dell’ostetricia extra-ospedaliera è avvenuto quando ho iniziato a collaborare con palestre e piscine della mia zona dove ho potuto cimentarmi nella conduzione di corsi di acquaticità in gravidanza e neonatale, movimento in gravidanza e massaggio neonatale. In questo contesto professionale ho scoperto quante cose potessi fare come ostetrica anche nella semplice conduzione di gruppi, oltre a proporre esercizi utili per le varie fasi della gravidanza, ho potuto fare informazione e cultura nell’ambito perinatale, rispondendo alle tante domande delle mamme e cercando di trasmettere messaggi positivi che potessero sostenere la salute e la fiducia delle donne in attesa e delle neomamme.

Questo tipo di relazione mi ha entusiasmato specialmente, considerando il mondo di oggi in cui le donne in gravidanza sono spesso trattate come “malate”, inquadrate in base al “rischio” e tempestate quotidianamente da consigli non richiesti e perfino in contrasto tra loro. Questa per me è l’importanza di poter condurre dei gruppi: informare per creare consapevolezza, promuovere la libera scelta e favorire il sostegno reciproco tra le partecipanti, cercando di costruire reti sociali per le donne.

Proprio mettendomi alla prova in queste attività ho avvertito il bisogno di arricchire la mia formazione. Ho così deciso di frequentare il corso di specializzazione annuale post-laurea “Basi pratiche per un’assistenza fisiologica alla gravidanza, parto e puerperio” presso la Scuola Elementale di Arte Ostetrica di Firenze nel quale ho potuto approfondire tutte le tematiche a me care: dalla gravidanza, al parto e al dopo parto.

Questo corso ha rappresentato per me una grande crescita personale e professionale. Mi ha permesso di scoprire la “potenza” della donna e del neonato e dunque comprendere come essi abbiano tutti gli strumenti per affrontare le difficoltà.

Ho poi deciso di specializzarmi ulteriormente con un corso sulla “Salute Pelvica” che ha rafforzato ancor di più in me l’idea di quanto il nostro perineo racchiuda emozioni, cicatrici (non solo fisiche), forza e potenza. I miei studi proseguono con il corso di riabilitazione perineale CMP, corso di Ginnastica Ipopressiva e Master di Yoga in Gravidanza.

Vorrei concludere con questa frase di Frèdèrick Leboyer che quotidianamente mi accompagna nel mio lavoro da ostetrica: “Lasciatelo stare, Lasciatelo fare. Lasciategli il tempo. Il sole si alza forse di colpo? Tra il giorno e la notte non indugia forse l’alba incerta e la lenta, maestosa gloria dell’aurora? Lasciate alla nascita la sua lentezza e la sua gravità”.